L’Anno Paolino registra, a un mese dalla conclusione, un crescente flusso di pellegrini di ogni parte del mondo al Sepolcro dell’Apostolo delle Genti. Particolarmente intensa la giornata di sabato 30 maggio, in cui la Basilica di San Paolo fuori le Mura ne ha accolto circa diecimila. In mattinata il pellegrinaggio più numeroso è stato quello della diocesi di Viterbo, guidato dal vescovo Lorenzo Chiarinelli (ha invocato fra l’altro la protezione di San Paolo per la visita che papa Benedetto XVI compirà in settembre nella città e a Bagnoregio, patria di San Beneventura); nel pomeriggio non si erano ancora allontanate le parecchie migliaia di partecipanti al pellegrinaggio promosso della Pontificia Opera della Santa Infanzia (di cui diamo a parte un resoconto ), che ne sono giunte alcune altre della diocesi di Tivoli, suburbicaria di quella di Roma, guidate dal loro nuovo vescovo Mauro Parmeggiani. Questi, al termine di una solenne concelebrazione eucaristica, vigiliare della solennità di Pentecoste, ha consegnato una croce ai giovani che ricevevano il mandato missionario nella Chiesa diocesana. Prima della Basilica Ostiense i pellegrini di Tivoli erano stati nella Basilica di San Lorenzo al Verano per venerare la tomba del loro patrono, nel 1750.mo anniversario del suo martirio, e ascoltare una conferenza dello storico prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, sul tema. “ San Lorenzo e San Paolo, l’eredità del martirio: vivere la carità”.